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Buon flusso di prenotazioni per l’estate e poche disdette. Non risentono molto, per ora, dell’incertezza dovuta alla crisi internazionale gli agriturismi bellunesi, la maggior parte dei quali lavorerà a pieno regime in maggio.
“La crisi energetica è un dato di fatto – sottolinea Massimiliano Guiotto, presidente di Agriturist Belluno, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura, titolare dell’agriturismo Zugni Tauri de Mezzan a Grum di Villabruna-. Tuttavia per noi, che apriamo in maggio, i rincari non hanno ancora pesato sull’attività e, per non penalizzare i turisti, già colpiti dagli aumenti, abbiamo mantenuto i prezzi invariati. Ad oggi abbiamo un numero di prenotazioni in linea con le annate precedenti, con il clou tra luglio e agosto, quando raggiungeremo il pienone. La clientela abituale è prevalentemente italiana. Registriamo invece un aumento di prenotazioni sul fronte della ristorazione, soprattutto con turismo di prossimità”.

Conferma in generale il buon andamento del booking Enzo Guarnieri, vicepresidente di Confagricoltura Belluno e titolare dell’agriturismo Casa Guarnieri, a Feltre. A parte una flessione nel periodo post pasquale. “Nel mese di aprile c’è stato un calo importante – dice -, rispetto alle precedenti annate, probabilmente conseguente alle difficoltà a livello internazionale. Ma da maggio in poi già abbiamo parecchie richieste, che continuano fino a settembre. Ho notato anche nuove nazionalità che richiedono un pernottamento nel nostro territorio, probabilmente grazie all’effetto traino delle Olimpiadi. Ci sono parecchie prenotazioni, ad esempio, dall’Asia, soprattutto Cina e Corea. Per il resto la clientela arriva soprattutto dal Nord Europa: Germania, Svizzera, Olanda, Austria, con una piccola parte da Svezia e Danimarca. In crescita il turismo dell’Est Europa, cioè Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Generalmente approdano nel Feltrino per compiere tour nel Nord Italia, in itinerari che comprendono città d’arte e giri dei laghi”.

Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno, ha aperto un agriturismo da pochi mesi con solo b&b, a Pedavena. “Ho iniziato a settembre e devo dire che abbiamo sempre lavorato, pure nei mesi invernali, soprattutto con la clientela italiana, che arriva attratta dalle tantissime manifestazioni sportive promosse dal territorio. Anche la bicicletta si sta rivelando un ottimo traino, sia grazie a giri già rodati della Valbelluna, sia in virtù dei nuovi percorsi ciclabili in sviluppo, che presentano dislivelli alla portata di tutti. Giugno è già full e credo che, addirittura, dovremo respingere alcune richieste. Per luglio, invece, vedo un po’ di fiacca e ho registrato anche qualche disdetta dagli Stati Uniti, che molto probabilmente risentono molto della crisi che pesa sia sul portafoglio, sia sui trasporti. Quello che noto, in generale, è che c’è molto turismo mordi e fuggi. Gli ospiti si fermano una notte o due e poi vanno altrove”.

Secondo il presidente l’agriturismo rappresenta un’ottima opportunità per gli agricoltori: “È un’attività che consiglio a tutti come integrazione alle attività agricole e una differenziazione che può aiutare nei momenti di difficoltà. C’è un investimento importante iniziale, ma nel tempo può diventare una voce di reddito importante per l’azienda”.

Secondo uno studio di Confagricoltura, chi investe in servizi esperienziali, cicloturismo, cammini, ippoturismo, fattorie didattiche e attività legate al territorio risulta più competitivo e beneficia di una domanda in crescita verso queste forme di turismo lento e sostenibile. Enoturismo e oleoturismo continuano ad essere asset importanti, capaci di attrarre italiani e stranieri e di generare valore stabile per territori e imprese.