A Villa Trissino di Vicenza si presentano le pratiche agricole che tutelano la biodiversità

Promuovere pratiche di carbon farming (agricoltura del carbonio) per mitigare i cambiamenti climatici, migliorare la salute del suolo e tutelare la biodiversità. È con questo obiettivo che un gruppo di agricoltori vicentini e veneti, capitanato da Anna Trettenero, presidente di Confagricoltura Vicenza, partecipa al progetto europeo LilaS4Soils, finanziato dall’Ue, che si propone di testare pratiche innovative per una produzione agricola rigenerativa, fondata sul rispetto del suolo e sulla tutela della biodiversità.

Domenica 19 aprile Villa Trissino, a Vicenza, aprirà le porte a “Share – una via per il carbon farming”, un evento in cui questi imprenditori agricoli presenteranno le  loro pratiche agricole rigenerative, al centro dell’interesse internazionale, nate per salvaguardare il comparto agricolo. Un’occasione offerta dall’apertura straordinaria e gratuita agli esterni e al parco della villa palladiana di Cricoli per la celebrazione dei trent’anni dal secondo riconoscimento del sito “Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto” nella lista del patrimonio mondiale Unesco. Ingresso dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18 per conoscere la storia e il patrimonio architettonico della villa e il dietro le quinte di una produzione agricola rigenerativa, con l’anteprima delle soluzioni più innovative per migliorare la salute del suolo.

“Domenica saranno presenti parecchi giovani di Confagricoltura Veneto – spiega la presidente Anna Trettenero -, tra cui i vicentini Matteo Marcolin, Elia Negretto e Marcello Messi, che partecipano al progetto europeo Lilas4soils. Agricoltori, ricercatori, industrie e autorità pubbliche sviluppano sistemi agricoli sostenibili attraverso i Living Lab, laboratori che progettano e testano nuove tecnologie. A Villa Trissino gli imprenditori agricoli presenteranno “Share innovation lab”, un laboratorio che coinvolge aziende che spaziano dai settori cerealicoli e zootecnici a impianti di biogas, sperimentando varietà di soluzioni per un’agricoltura resiliente, efficiente, sostenibile. Si parlerà, in sintesi, di salute del suolo, agroecologia, sequestro di CO₂ e uso responsabile delle risorse”.

Con l’obiettivo della neutralità climatica dell’Unione europea entro il 2050, la Commissione ha emanato il Regolamento 2024/3012 che delinea anche per l’agricoltura le strategie da adottare per contrastare il cambiamento climatico (carbon farming). Una produzione che mira a salvaguardare e migliorare l’ambiente.

“Come giovani  crediamo che le pratiche di carbon farming siano tra le strade da percorrere per un’agricoltura più sostenibile – aggiunge Elia Negretto, che conduce con il papà Michele un’azienda a seminativi, pomodori da industria e melograni ad Albettone – . Da alcuni anni, nella mia azienda, abbiamo iniziato le pratiche dell’agricoltura conservativa con lavorazione minima del terreno, per preservare la fertilità, e pratiche come le cover crops, cioè le colture di copertura, che proteggono e migliorano il suolo. I vantaggi sono sia ambientali, perché si riducono le emissioni e si limita l’impoverimento del terreno, e pure economici, perché si risparmiano costi in termini di lavorazioni e quindi di gasolio, trattori e fertilizzanti. Con il progetto europeo testeremo un terreno, in via sperimentale, per tre anni, ai fini di una valutazione scientifica e tecnica in termini di sequestro di carbonio. Dati che dovrebbero, un domani, consentire di arrivare ad un riconoscimento dei crediti di carbonio che, una volta certificati, potranno essere venduti sul mercato e acquistati da aziende per compensare le proprie emissioni residue”.

Scritto da: Laura Lorenzini