Dal Brasile a Vicenza l’agricoltura che cura le piante senza l’uso della chimica

Curare e nutrire le piante con microrganismi utili, in modo alternativo alla chimica. Sarà questo il tema centrale che caratterizzerà il convegno a margine dell’assemblea generale di Confagricoltura Vicenza, che si svolgerà lunedì 25 maggio alle 18.30 nell’ufficio di zona a Lonigo in via San Giovanni.

“Dal Brasile al futuro dell’agricoltura” il titolo del convegno, che vedrà la presidente Anna Trettenero dialogare con Leandro Diniz, ricercatore e docente brasiliano, esperto in genetica e biotecnologie vegetali, con focus sull’uso di bioinput, vale a dire prodotti di origine naturale o derivati da organismi viventi, utilizzati in agricoltura per migliorare la fertilità del suolo, stimolare la crescita delle piante e difendere le colture da parassiti e malattie. Un’alternativa sostenibile ai tradizionali prodotti chimici.

“Il Brasile ci sta mostrando una via possibile per un’agricoltura che cura e nutre le colture agrarie con gentilezza – sottolinea Anna Trettenero, presidente di Confagricoltura Vicenza -. Leandro Diniz, ricercatore di Embrapa Soja, organo del Governo brasiliano per la ricerca in agricoltura, ci parlerà di quello che già da diversi anni, in ognuna delle stazioni sperimentali di Embrapa, è una realtà: l’utilizzo di quello che è già presente in natura, nel suolo, per curare e nutrire le piante. Si tratta di microrganismi utili, selezionati e studiati nelle loro potenzialità, per supportare l’agricoltura nella cura e nutrizione delle produzioni agrarie in modo alternativo alla chimica. Confagricoltura ha organizzato per Diniz parecchi incontri, dall’Università di Padova alla stazione sperimentale di Veneto Agricoltura. Il professore ha incontrato agricoltori, tecnici e dirigenti di Confagricoltura in tutto il Veneto. L’interesse suscitato è stato al di sopra di ogni aspettativa e la strada è tracciata verso prossime collaborazioni. Non si tratta di speculazioni accademiche, ma di una realtà già commerciale. Il lavoro pubblico di Embrapa e la collaborazione con agricoltori e industria ha permesso che oggi, in Brasile, decine di milioni di ettari di superficie a seminativo siano curati e nutriti con quello che lì viene definito un bioinput”.

Una vera e propria rivoluzione nell’agricoltura, di cui Confagricoltura Vicenza si sta facendo pioniera e anticipatrice, come dimostrano le iniziative intraprese da tempo. Ne è un esempio la promozione di pratiche di carbon farming (agricoltura del carbonio) per mitigare i cambiamenti climatici, migliorare la salute del suolo e tutelare la biodiversità, come quelle mostrate in anteprima a Villa Trissino.

L’uso di bioinput è una via per tutti, una via che parte da quello che è già presente vicino a noi, nel suolo, nelle piante, e viene sviluppato dall’uomo – spiega Trettenero -. Per capire la portata della rivoluzione che Confagricoltura Vicenza sta portando avanti, è bene sapere che Mariangela Hungria, collega di Leandro Diniz nella stessa unità di ricerca, è stata insignita l’anno scorso dell’ambito “World Food Price” per il suo lavoro straordinario, che ha permesso di trasformare la sostenibilità della salute del suolo e la nutrizione delle piante coltivate”.

L’anno scorso i giovani di Confagricoltura Veneto erano volati in Brasile, toccando con mano come lo Stato del Paese sudamericano abbia compreso le potenzialità del settore agricolo, mettendolo nelle condizioni di trarre il massimo attraverso centri di ricerca, biotecnologie e un impiego di un sistema di coltivazione conservativo che consente di coltivare i terreni tutto l’anno e di non dissipare la sostanza organica. In questo modo il Brasile è diventato uno dei leader mondiali delle commodity. E Vicenza, tra le province venete con una lunga tradizione nella coltivazione di cereali e colture industriali, vuole imparare come migliorare la fertilità dei terreni e produrre di più e meglio, in modo compatibile con l’ambiente.

Scritto da: Laura Lorenzini